Questo libro non prova a stabilire cosa sia un padre giusto. Prova piuttosto a entrare dentro le stanze, i silenzi, le paure e le goffaggini di uomini molto diversi tra loro. Uomini cresciuti spesso senza il linguaggio delle emozioni e che, nonostante questo, hanno tentato lo stesso di amare qualcuno.
Padri presenti e padri arrivati tardi, uomini durissimi e uomini fragili, padri che hanno saputo proteggere e altri che hanno ferito senza volerlo. Uomini che qualche volta hanno sbagliato tutto e altri che hanno trovato forme d’amore silenziose, imperfette, difficili perfino da riconoscere.
Attraverso interviste, lettere e appunti sparsi, Padri racconta il paterno senza eroi e senza sentenze. Racconta uomini veri, le loro contraddizioni, le loro assenze, i tentativi, i rimpianti e quel bisogno spesso maldestro ma profondissimo di esserci comunque. Perché i figli non ricordano tutto quello che un padre ha detto. Però ricordano il rumore dei suoi passi nel corridoio, una mano appoggiata sulla spalla, il modo in cui c’era o il modo in cui mancava.